Come gestire l’ansia su e giù dal palco.

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ànsia s. f. [dal lat. tardo anxia, der. di anxius «ansioso»]. –

1. Stato di agitazione, di forte apprensione, dovuto a timore, incertezza, attesa di qualcosa: esserestare in aper qualcunoper qualche cosaquando dopo tanto tempo l’a. ti lascia te ne accorgi benissimo: è come scendere dai tacchi a spillo, e infilare le pantofole (Valeria Parrella). Desiderio ardente e tormentoso: adi gloriaL’ad’un cor che indocile Servepensando al regno(Manzoni).

fonte Enciclopedia Treccani

 

Ansia, compagna di lavoro e palcoscenico per molti, a volte subdola, a volte pacchianamente evidente. Spesso ci aiuta e ci protegge, ci “allerta” perché stiamo per affrontare qualcosa al di fuori della nostra zona comoda; peggior situazione se invece ci paralizza, impedendoci di superare gli ostacoli nel nostro percorso professionale e trascinandoci dentro una spirale di insicurezza, bassa autostima e negatività.

 

Con il tempo, ho imparato a conoscere la “mia” ansia, ovvero quei meccanismi di agitazione e blocco che non mi hanno permesso di ottenere alcuni risultati che desideravo. Per questo, oggi desidero condividere cosa ho imparato e cosa mi ha aiutato.

 

  1. Poniti degli obiettivi realistici e raggiungibili

All’inizio di un progetto lavorativo o artistico, prendi del tempo per definire precisamente i tuoi obiettivi e fa che siano realistici e raggiungibili. Porsi degli obiettivi troppo pretenziosi non ti aiuterà a tenere l’ansia sotto controllo, anzi la aumenterà con il rischio di farti rinunciare o interrompere l’attività prima del tempo (con un effetto molto negativo sulla tua reputazione professionale).

  1. Organizza il lavoro per tempo e al meglio

Allo stesso modo, calibra la quantità di impegni che vuoi assumere per un determinato periodo. Che sia il numero di allievi o scuole dove insegni, o il numero di serate del tuo tour (o la combinazione di entrambi), accertati di riuscire ad avere il giusto tempo non solo per provare o preparare le lezioni, ma anche per riposare e staccare la spina.

Se lavori con altri, tieni sempre presenti le loro esigenze di organizzazione: non ridurti all’ultimo ad informare i colleghi delle necessità comuni e al contempo non ti affidare a chi non rispetta le tempistiche organizzative stabilite. Essere lasciati nel “limbo” con le informazioni importanti è un’altra grande causa di ansia.

  1. Cura la tua alimentazione

Come mangiamo dice molto di come gestiamo la nostra vita e le nostre emozioni. Nel nostro mestiere è fondamentale prendersi cura del proprio corpo in maniera sana e sensata: non dimenticare mai che il tuo corpo è il tuo strumento!

Ho trovato illuminante questo articolo di Monica Moro, ricercatore biomedico e Counselor in Alimentazione Psicosomatica, da lungo tempo amica e collaboratrice di Atelier Del Canto. Ti suggerisco la lettura e se vuoi venire a conoscere Monica, ti informo che terrà un incontro gratuito aperto a tutti dal titolo “Nutri la tua voce e immagina il tuo successo” proprio da noi per la prossima Giornata Mondiale della Voce.

  1. Cura la tua comunicazione

Emozione e cognizione, un binomio assolutamente affascinante per chi – come noi – si occupa di trasmettere un messaggio. Spesso non ci rendiamo conto che ciò che ci manca è la consapevolezza della nostra comunicazione; altrettanto spesso può capitare che l’ansia ci impedisca di lasciar fluire all’esterno quello che desideriamo offrire al nostro pubblico o ai nostri allievi.

Se ti interessa lasciarti alle spalle queste “catene”, ti consiglio il seminario “Oltre la tecnica vocale: corpo, mente, emozioni” con Raffaella Pellegrini: le due giornate di corso danno ai partecipanti gli strumenti per aumentare la consapevolezza di sé e imparare a gestire le emozioni quali il giudizio di sé, la paura, la mancanza di consapevolezza delle proprie risorse comunicative e delle strategie di apprendimento positivo.

  1. Lascia che la tua Musica sia la tua roccia

Sii fedele a te stesso, partendo proprio dalle scelte artistiche e professionali. Con questo intendo dire: non accettare lavori dove non ti senti rispecchiato, dove ti è richiesta una preparazione o un repertorio che non hai, o semplicemente un lavoro che non ti piace (a meno che non sia strettamente necessario per arrivare a fine mese). Lavorerai male e questo avrà una ricaduta negativa sia sulla tua autostima, sia sulla tua immagine professionale; stai all’erta specialmente se insegni: non c’è niente di peggio per un allievo di un insegnante che non ama il suo lavoro!

  1. Confrontati con gli altri in maniera positiva

Nell’era dei social, siamo informati 24/7 su tutte le attività professionali dei colleghi: i risultati degli altri ti mettono ansia e ti scoraggiano? Perché non iniziare a conoscere meglio le loro attività! Partecipa ai loro concerti, assisti ai saggi di fine anno dei loro allievi, partecipate insieme ad un’attività di formazione. Con il giusto spirito critico potrai imparare molto dall’esperienza dei colleghi e con una lucida analisi potrai capire come fare per potenziare i tuoi punti deboli; e magari allo stesso tempo avrai trovato  degli interlocutori con cui collaborare e fare rete!

 

Questi consigli ti hanno dato la carica? Se sei un insegnante di canto, leggi anche come far fruttare al meglio il periodo estivo; se sei un cantante professionista leggi i nostri consigli di stile per il palcoscenico.

© Irene Di Vilio

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2 thoughts on “Come gestire l’ansia su e giù dal palco.

  1. Articolo interessante, che condivido. Aggiungo una riflessione: un po’ di ansia, o meglio di emozione, fa parte del piacere del suonare e cantare in pubblico. Un po’ di paura è inevitabile e sana: vuol dire che abbiamo rispetto per quello che stiamo per fare e per il pubblico che ci ascolterà.
    Ciao a presto

    • Grazie per il tuo contributo Leo, concordo assolutamente con te. Una giusta dose di emozione, di tremarella ci rende umani oltre che più attenti alla nostra performance. Come per ogni cosa, è il troppo che “stroppia”!

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