Su come Netflix farà di te un artista migliore.

La scorsa settimana, durante una lezione con le allieve del Laboratorio Permanente, il nostro dialogo è arrivato alla domanda: come faccio, da dove posso trarre ispirazione? Come posso coltivare la mia creatività? Le ragazze sembrano un po’ perse, forse immaginavano che per coltivare la propria creatività serva “fare” qualcosa di specifico in un luogo dedicato, esotico e apparentemente lontano, ma non  sempre è così.

La mia risposta è stata molto semplice: traete ispirazione dalla vostra vita quotidiana! Cercate di trovare interesse in ciò che vi circonda e contro cui – spesso inconsapevolmente – sbattete la faccia. Traete idee dal luogo dove siete, dal tempo in cui vivete, dal modo in cui abitate questa vita! Credo sia il modo migliore (e anche più semplice) per poterla onorare, come esseri umani e come artisti.

Poi ho fatto loro un esempio: mi trovo nel vortice dell’entusiasmo per Netflix, che inaspettatamente mi sta offrendo validissimi spunti per il mio lavoro e per coltivare la mia creatività; è come acqua fresca per dissetare la mia necessità vitale di ispirazione. Certo – non è l’unica fonte, ma è comoda, gratuita (almeno per il primo mese) e a portata di mano in ogni momento della giornata. Quindi, perché no?

Questi sono i film su cui mi sono buttata ad istinto, e sorpresa! Ci ho trovato tanta corrispondenza con quello che penso ed insegno nel mio lavoro, che quasi vorrei fossero una chiara fonte di ispirazione per chi fa il mio mestiere (o lo vorrebbe fare). Per questo li condivido anche qui nel blog, a disposizione di tutti.

Il primo film che ho visto è stato “Steve Jobs: Il miliardario hippy” (UK – 2011, produzione BBC).

  • Cosa condivido: il fatto di poter credere nell’idea di un progetto che ancora non esiste e renderlo possibile. Il fatto che nella propria esperienza di vita non ci siano mai scelte sbagliate ma solo tappe del cammino verso ciò che siamo destinati ad essere.
  • Cosa potrebbe ispirare anche te: nel film si racconta di quando Jobs sia stato cacciato dalla sua stessa azienda, che senza di lui è crollata. Se sei l’origine di un progetto, no matter what questo progetto senza di te non può sopravvivere, tienilo sempre a mente.

Poi sono passata ad un altro documentario, dedicato ad una delle mie cantanti preferite ma di cui sapevo poco della vita, “What happened, Miss Simone?” (US -2015)

  • Cosa condivido: l’integrità nell’essere completamente se stessi. Il fatto che un artista debba sempre essere lo specchio dei suoi tempi.
  • Cosa potrebbe ispirare anche te: scrivere dei propri sentimenti, delle emozioni che il quotidiano genera in te e di come tu traduci per te stesso la realtà è l’unico modo per essere un cantautore vero.

Il documentario su Nina Simone è stato un pugno allo stomaco, mi ha fatta commuovere, indignare, bruciare come solo lei e la sua musica sapevano fare. Unica. Sono andata subito ad ingozzarmi le orecchie con i suoi dischi, per ascoltare con un senso nuovo quello che forse prima avevo solo… sentito.

Sono passata poi ai beniamini di molti miei allievi (e di mio marito), i Pentatonix. Il loro “On my way home” è stata una piacevole scoperta. Adoro da sempre curiosare nel backstage, essere a contatto con tutto quello che circola e fluisce prima e dietro alla preparazione di uno spettacolo, che sia di musica, danza o una mostra. In questo, il docmentario mi ha sicuramente soddisfatta e piacevolmente colpita.

  • Cosa condivido: il successo nasce dall’unione di duro lavoro, grande fiducia e dalla mano del destino. Il fatto di continuare a stupirsi ed essere grati per ciò che ci accade.
  • Cosa potrebbe ispirare anche te: solo da una buona squadra può venire un buon lavoro, chiediti se i musicisti che hai al tuo fianco sono davvero quelli giusti; chiediti se sei il cantante giusto per gli obiettivi che la tua band si è prefissata. Se così non fosse, forse è arrivato il momento di un cambio che sia più mirato al sogno che vuoi raggiungere, all’obiettivo che ti sei prefissato.

Sono passata infine a  “Iris” (US – 2015), il documentario di Albert Maysles su Iris Apfel, infaticabile ed irriverente Bird of Rare Fashion. Se non la conosci, vale davvero la pena di tuffarsi nel suo mondo. E per me è stato come chiudere il cerchio di questo mini-tour cinematografico: all’interno di questo racconto c’è tutto, l’unicità, l’originalità, l’evoluzione, la creatività e soprattutto anche la vita di una persona che non ha esitato a seguire la sua inner voice.

  • Cosa condivido: il saper fare è alla base di ogni arte. Il fatto di non omologarsi. Il vivere la vita come bambini, con ironia e curiosità. E poi… il colore resuscita anche i morti!
  • Cosa potrebbe ispirare anche te: se sei uno studente, impara “a bottega” da chi sa fare e può insegnare. Di qualsiasi cosa tu sia appassionato, desidera di imparare ciò che ancora non sai. E ancora, cogli ispirazione da… qualsiasi cosa, vivi il tuo mondo esterno, visita, vai a vedere cosa succede, sii curioso e circondati di persone curiose.

Chiudo con un nuovo motto: Keep creative, keep productive. Lo adoro, spero che anche tu lo condivida. E se hai visto qualcuno di questi film e vuoi lasciare un commento sotto questo articolo, sei il benvenuto!

© Irene Di Vilio

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