Come far fruttare al meglio il periodo estivo (se sei un insegnante di canto).

206HL’estate per un insegnante di canto è un lungo periodo di stacco che arriva dopo le grandi fatiche di un intero anno accademico e dopo il saggio (leggi qui se hai patito l’esperienza, forse c’è qualcosa da migliorare). Può essere un periodo estremamente fertile e per non sbagliare è meglio programmare per bene le attività – oltre a concedersi una meritatissima vacanza!

Fai con calma tutto ciò che durante l’anno devi incastrare.

Ad esempio, io metto ordine nel repertorio e inserisco almeno cinque novità: significa reperire (o trascrivere) partiture, oppure scaricare delle basi di buona qualità (mi rifornisco qui, qui e qui). In estate, rivedo il mio programma annuale con le annotazioni prese durante l’anno: spesso registro le lezioni per auto valutare la chiarezza nelle spiegazioni e la completezza negli argomenti affrontati. Poi, scrivo dei nuovi esercizi di riscaldamento per i miei allievi: sono esigenti in questo senso e mi fa piacere utilizzare la mia creatività, oltre ad utilizzare questo e quest’altro metodo (consigliatissimi!).

L’estate è infine il momento per stilare il nuovo orizzonte di miglioramento per gli allievi. Con i colleghi di Atelier Del Canto abbiamo iniziato a lavorare su un programma condiviso, che prevede momenti di interscambio didattico e di raccordo tra i percorsi delle diverse fasce d’età: chiaramente ci riuniamo d’estate!

Segui un bel corso di aggiornamento.

Tecnica vocale, strumento, teoria, armonia. Un bel lavoro sul repertorio. Presenza scenica o magari sound engineering, o ancora musica vocale a cappella. Il consiglio è di portare avanti la tua formazione permanente, facendo qualcosa di bello, nuovo e stimolante che possa portare nuova linfa al tuo insegnamento per l’anno accademico a venire. Ad esempio, io vorrei andare qui mentre la mia collega Francesca parteciperà a questo.

Se senti di essere carente in qualche aspetto della tecnica vocale, o se vuoi conoscere l’approccio di un collega, considera la possibilità di frequentare delle lezioni individuali. Back to the origin, baby!

Approfondisci le varie tematiche legate al tuo lavoro.

Se sei un vero libero professionista dell’insegnamento del canto, in pratica sei anche un manager, un economo, un legale, un marketer, un team builder, un organizzatore di eventi, un social media expert-to-be e forse anche qualcosa in più…

Tutto ciò (e molto altro) ci è richiesto perché il lavoro dell’insegnante di canto non è più solo ritmo, intonazione ed emissione corretta. Il mio motto è: “se vuoi essere trattato da professionista, comportati da professionista” e qui ti offro un ulteriore spunto di riflessione in merito.

Oltre all’aggiornamento sulla tematica vocale e musicale, mi impegno ogni anno a fortificare la mia competenza nelle seguenti materie: siae (che è sicuramente la più inquietante), contratti e affini (loro mi aiutano molto), business (ma alla maniera che piace a me), organizzazione eventi (questo libro te lo consiglio).

Lavora sulla metodologia didattica.

Un aspetto che la nostra categoria tende a trascurare è quello della conoscenza delle metodologie didattiche per allievi che presentano bisogni educativi speciali, o disturbi specifici di apprendimento (DSA), o con disabilità fisica o psichica.

Ciò che succede normalmente è che all’insegnante di canto viene affidata una persona che ha specifiche esigenze senza che però sia stata affrontata una vera formazione in merito; diciamo che la metodologia didattica viene lasciata solo alla sensibilità o all’esperienza del docente. Secondo me? Così non va.

Sono alla ricerca di corsi che possano offrirmi una migliore formazione: ne conosci? Postali qui sotto, può essere utile a molti di noi!

Mentre mi documento, la modalità con cui amo lavorare è la comunicazione: creare una stabile relazione con la famiglia ed essere inseriti in un piano di lavoro comune con quello che viene svolto a scuola. Lavorare insieme (genitori, insegnanti e professionisti di riferimento) dandosi continui feedback e creando una rete di competenze che possa portare miglioramento all’allievo in tutte le attività.

Essere capaci anche di inviare l’allievo a figure professionali più competenti e mirate, quando non siamo in grado di gestire la situazione o quando l’allievo cerca nella lezione di canto un aiuto che esula dalla nostra competenza, è saggio per tutti oltre che deontologicamente corretto.

Aggiorna il tuo curriculum vitae.

Last but not least, in estate amo aggiornare il curriculum artistico, sia il mio personale, sia quello di Atelier Del Canto, con tutte le esperienze fatte. Mi serve per capire se la direzione presa è quella giusta, o se invece ho investito tempo ed energie in progetti/attività poco efficaci. Vuoi anche tu un curriculum artistico che sia al top? Ecco qui i miei consigli dedicati.

Ogni anno sottopongo ai miei allievi un questionario di valutazione: chiedo loro di darmi la loro opinione (leggila qui) sulla mia docenza e sui servizi che offro: trovo che sia indispensabile per capire meglio le loro esigenze e per avere chiaro ciò che posso ancora migliorare.

Il consiglio è di trovare finalmente il tempo per fare tutte quelle cose che hai dovuto rimandare. Sarai pronta ad offrire belle novità ai tuoi allievi e avrai aggiunto un buon tassello di competenza al tuo profilo.

Buona Estate!

© Irene Di Vilio

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One thought on “Come far fruttare al meglio il periodo estivo (se sei un insegnante di canto).

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